Stagione complicata dal covid

Stagione complicata dal covid

La stagione covid non è stata per niente semplice, soprattutto nel periodo invernale. Trovavo faticoso allenarmi tutti i giorni senza sapere se effettivamente la stagione avrebbe preso luogo.
Non poter uscire era stressante, non poter vedere persone né semplicemente prendere un po' d'aria in faccia per qualche km. La tecnologia ovviamente aiutava, ma nel limite del possibile. Io poi personalmente, avendo una famiglia numerosa, sono stata più fortunata di altri.

L'esordio nelle élite

L'esordio nelle élite

Nel 2020, il passaggio tra le élite è stato piuttosto brusco personalmente.
Mi sentivo molto passiva durante le gare, soprattutto le primissime, e mi sarebbe piaciuto viverla meglio, ma di certo non mi aspettavo sarebbe stata una passeggiata. A ogni gara qualche mazzata me la prendevo sempre, non mettevo in discussione il fatto di prendermele, ma certo non è stato piacevole.

Un sogno che si avvera

Un sogno che si avvera

Al mondiale ovviamente lo stress era maggiore, ma anche la soddisfazione di essere presente. Come all'europeo, eravamo in testa sia dopo le qualifiche, sia dopo la semifinale.
In finale eravamo contro la Nuova Zelanda, con un tempo non così differente. In gara era sempre un testa a testa, qualche giro guadagnavamo noi e qualche giro loro. All'arrivo i giudici sul rettilineo d'arrivo e sul rettilineo opposto hanno sparato contemporaneamente, ma sul tabellone il tempo inferiore era quello della Nuova Zelanda. I Neozelandesi sugli spalti hanno iniziato a saltare di gioia, fin quando il tabellone si è resettato.

La vittoria continentale nella gara a punti

La vittoria continentale nella gara a punti

L'europeo di gara a punti l'ho vissuto in maniera un po’ diversa. Ho scoperto che l'avrei corsa soltanto la sera prima e non me l'aspettavo minimamente.
Dopo il riscaldamento, ho concordato con il mio CT, Salvoldi, la tattica di gara, sperando di riuscire a svolgerla come avevamo pensato.
Al momento di salire in pista ero travolta dalle emozioni, speravo per lo meno di riuscire a farmi notare, come mi aveva consigliato anche mio fratello qualche ora prima con un "Tu provaci".

Dall'emozioni della convocazione all'Europeo in pista alla vittoria nel quartetto!

Dall'emozioni della convocazione all'Europeo in pista alla vittoria nel quartetto!

Con la Nazionale abbiamo trascorso gran parte del periodo invernale ed essendo chiusa Montichiari, spesso capitava che facessimo delle trasferte in Svizzera di qualche giorno per usufruire del velodromo di Aigle o di Grenchen. Per quanto riguarda me, in realtà inizialmente i tecnici non mi valutavano neanche per la pista. Mi avevano detto esplicitamente che puntavano su di me per la strada, ma se avessi comunque voluto provare, avrei potuto partecipare agli allenamenti in pista. Dopo questa conversazione l'ultima cosa che mi sarei aspettata era la convocazione ai Campionati Europei, eppure dopo mesi di allenamenti, giunto il momento delle decisioni, tra le convocate compariva anche il mio nome.

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